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07 giugno, 2011

Rubrica: 45 GIRI ALLA RIBALTA…

THE PLASTIC PENNY : “Guarda nel cielo” – “Tutto quel che ho 
RICORDI  SIR 20-076 Anno: 1968
Non certo un ‘gruppetto qualunque’ questo degli anglosassoni Plastic Penny. Come tanti altri (leggi World of Oz, Love Affair et similia) complessi nati dopo il 1967 presero vita grazie alla strada aperta da Procol Harum soprattutto e Moody Blues, immergendosi tout-court  in un filone musicale dove l’organo Hammond era pane e companatico quotidiano.  Molto decorosa la formazione di questo gruppo nelle fila del quale operavano personaggi quali il chitarrista Mick Grabham (con il nome di Mick Graham) che poi negli anni ‘70 diventerà membro effettivo proprio dei Procol Harum; il cantante Paul Raymond transitato poi in vari gruppi; Chicken Shack e Savoy Brown e il batterista Nigel Olsson più tardi con Uriah Heep ed Elton John. Nobile line-up quindi e ancor più nobile l’accoppiata delle canzoni (uscirono  anche due altri singoli che come lato A portavano separate queste due canzoni cantate in inglese) che per gli appassionati del genere Hammond risulteranno perle quasi irrinunciabili. “Guarda nel cielo”, versione italiana della loro “Nobody knows it”, si apre con organo e piano imponenti e ben amalgamati, il brano sale di tono con grande trasporto emotivo per poi sfociare nel giro armonico più volte ripetuto; molto efficace il motivo dell’organo anche perché lo schema della canzone nasce da un’idea semplicissima, vigorosa ed orecchiabile ma di abbondante impatto emotivo... insomma l’uovo di Colombo!.
Il retro è la versione italiana di “Everything I am” dei Box Tops; siamo sempre di fronte ad un pezzo di alta consistenza che però non emerge diretto come il precedente; anche questo è un ‘lento’ ma forse troppo addolcito da un ammasso di violini che comunque nella versione del gruppo madre c’erano lo stesso; tuttavia lo sviluppo della composizione sembra sempre un po’ stentare a decollare, in attesa di un qualcosa che dovrebbe avvenire e che invece non si compie. Luci quindi (tantissime) e ombre (poche) per un 45 giri dove il piacere dell’ascolto viene quasi totalmente appagato. (Claudio Scarpa)

2 commenti:

  1. Che formazione! Non sapevo che Paul Raymond avesse questo passato nei Plastic Penny, io lo conoscevo per essere l'ottimo tastierista dei mitici U.F.O.!!!

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  2. Infatti Bobby e confermo: una band di tutto rispetto con musicista eccellenti davvero !!!. Per la cronaca il loro successo più grande in GB fu proprio il retro, "Everything I am"...

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